Il Muller Thurgau è un vitigno a bacca bianca della Germania, originario del Geisenheim, creato nel 1882 da Hermann Muller, nativo di Thurgau, da cui il nome, incrociando il vitigno Riesling Renano col vitigno Sylvaner. Recenti studi sul DNA fanno ritenere che il Muller Thurgau sia un incrocio tra il Riesling Renano e il Madeleine Royale, mentre altri studiosi ritengono che il secondo genitore, fermo restando il Riesling, sia lo Chasselas. Il Muller Thurgau è molto diffuso in Europa, dalla Svizzera alla Francia, dalla Slovenia all'Austria, dall'Ungheria alla Slovacchia, fino al Regno Unito, mentre nel mondo è presente negli Stati Uniti, Giappone e Nuova Zelanda. In Italia è particolarmente presente in Trentino Alto Adige, specialmente nella Val di Cembra, Friuli Venezia Giulia e Veneto, ma viene coltivato in quasi tutte le altre regioni. E' un vitigno che predilige terreni collinari, calcarei e argillosi, con clima fresco, la produzione è abbondante ed è sensibile alla botrite. Il grappolo è di piccole dimensioni, cilindrico-piramidale, compatto, spesso alato, l'acino è medio, ellissoidale, con buccia pruinosa e sottile, di colore verde-giallo. Grazie alla sua buona acidità viene utilizzato anche per la spumantizzazione e ad un eventuale invecchiamento. Il vino ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, che da tenue può raggiungere un colore dorato perfino brillante, fruttato, floreale, aromatico con note di pesca, sapido, fresco, con un retro gusto amarognolo, di corpo. Ottimo come aperitivo, si accompagna a primi e secondi piatti leggeri, di pesce, crostacei, carni bianche, formaggi molli, la temperatura di servizio consigliata è 10°-12°.
giovedì 27 giugno 2024
martedì 25 giugno 2024
VITIGNO MOURVEDRE
Il Mourvedre, chiamato così in Francia, è un vitigno a bacca nera della Spagna, chiamato Monastrell, originario di Valencia, dove è molto diffuso. E' conosciuto anche col nome di Mataro in Portogallo, California e Australia. Secondo alcuni studiosi questo vitigno fu introdotto in Spagna verso il 500 a.C. dai Fenici, popolo di navigatori e commercianti, e da qui si è diffuso in varie parti del mondo. In Francia è coltivato principalmente in Provenza e nella regione del Rodano, dove viene utilizzato nella composizione del famoso Chateauneuf-du-Pape, è presente negli Stati Uniti, in Sud Africa, in Australia, in Argentina. In Italia è presente sporadicamente in Toscana. Il Mourvedre predilige i terreni collinari, argillosi, caldi, ben esposti al sole, ha una maturazione tardiva, una produzione elevata ed è sensibile alla peronospora, all'oidio e alla muffa. Il grappolo è piccolo, conico, alato compatto, l'acino è piccolo, sferoidale, con buccia spessa e consistente, di colore blu-nero. Considerato un vitigno adatto all'assemblaggio con altre varietà, uno dei più riusciti connubi è il cosidetto GSM, cioè Grenache, Syrah e Mourvedre. Adatto all'invecchiamento, il vino ha un colore rosso rubino intenso, fruttato con note di ribes e more, speziato, alcolico, con elevata tannicità, dal sapore intenso, buona struttura, di corpo, viene vinificato in alcune regioni anche in rosato. L'abbinamento ideale è con primi e secondi piatti strutturati, formaggi stagionati. La temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.
giovedì 20 giugno 2024
VITIGNO MONDEUSE NOIR E BLANCHE
La Mondeuse Noir è un vitigno a bacca nera molto antico della Francia, originario della regione Savoia, si presume che sia un discendente della varietà Allobrogica citato già da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. In passato è stato confuso erroneamente col vitigno Refosco a causa del fatto che fu chiamato così in California quando fu introdotto, ma che non ha nulla a che vedere col Refosco coltivato in Italia. E' diffuso ormai in Svizzera, Est Europa, Argentina, California e Australia. In Italia è presente in Sicilia alle pendici dell'Etna. Il Mondeuse predilige terreni collinari argillosi e calcarei, ha una buona produzione, è sensibile all'oidio, alla peronospora e alla clorosi, cioè l'ingiallimento della pianta dovuto alla mancanza di ferro nel terreno o a infezioni parassitarie. Il grappolo è piccolo, piramidale, da compatto a spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore blu-nero. Vinificato spesso in assemblaggio col Pinot Nero e il Gamay, il vino in purezza ha un colore rosso rubino, fruttato e floreale con note di prugna, lampone e viola, è secco, tannico, con buona acidità, di corpo.
Esiste anche una varietà a bacca bianca originaria della stessa regione Savoia, si chiama Mandeuse Blanche, che nonostante il nome non ha vincoli di parentela col suo omonimo Mandeuse Noir. E' strettamente coltivata nella sua regione e non ha avuta la stessa risonanza a livello sia nazionale che mondiale. Alcuni studi del DNA del 2000 hanno evidenziato che la Mandeuse Blanche molto probabilmente è uno dei genitori del vitigno Syrah o Shiraz. Il grappolo è medio-piccolo, cilindrico o piramidale, compatto o spargolo, l'acino è medio, sferoidale, con buccia di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, fruttato con note di agrumi, con una buona acidità e gradazione alcolica, di regola viene assemblato col lo Chardonnay.
domenica 16 giugno 2024
VITIGNO MEUNIER
Il Meunier, detto anche Pinot Meunier, è un vitigno a bacca nera della Francia, originario della regione Champagne, utilizzato quasi sempre per vinificazioni in bianco per la produzione di vini spumanti, tra cui lo Champagne e il Trento Doc. Il nome "meunier", (in francese significa "mugnaio"), deriva da una caratteristica della sua foglia che nella parte inferiore si presenta imbiancata, come se fosse cosparsa di farina. La sua origine, pare, sia una mutazione del Pinot Nero, avvenuta intorno al XV secolo. La sua patria di adozione, come detto, è la Francia, dove è molto diffuso, ma ormai è presente in Germania, dove è chiamato Schwarzriesling, in Austria, Svizzera, Croazia, Ungheria, California, Nuova Zelanda e Australia. In Italia è coltivato principalmente in Trentino Alto Adige, dove entra nell'assemblaggio del Trento Doc Spumante con Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, e in Lombardia nell'Oltrepò Pavese. Il Meunier è un vitigno con una produzione molto elevata, matura più tardi rispetto al Pinot Nero ed è sensibile alle malattie. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, alato, molto compatto, l'acino è medio, sferoidale, con buccia consistente, di colore blu-nero. Il vino, secondo la metodologia di vinificazione, ha un colore rosso rubino, fruttato con note di frutti rossi quali ribes e ciliegia, speziato, con un buon tenore di acidità e tannicità, di corpo. L'abbinamento ideale è con primi piatti strutturati, secondi di arrosti, brasati, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.
giovedì 13 giugno 2024
VITIGNO MERLOT
Una delle varietà più diffuse a livello mondiale, dall'Europa all'Africa, dalle Americhe all'Asia, fino all'Australia e Nuova Zelanda, è il Merlot a bacca nera, originario della Gironda in Francia. Viene assemblato in tutti questi territori quasi sempre al Cabernet Sauvignon, dando vita ad eccellenti e riconosciuti vini, ma viene vinificato spesso anche in purezza con altrettanti risultati. In Italia ormai è diffuso in quasi tutte le regioni con una particolare predilezione per la Toscana, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. La prima citazione di questo vitigno risale al 1783 col termine Merlau, solo nel 1824 appare il nome Merlot, sempre in Francia e il nome deriva dalla particolare preferenza che il merlo ha per le sue bacche. E' un vitigno precoce che si adatta a varie condizioni ambientali con preferenza di terreni collinari argillosi, freschi e con buona umidità, in quanto soffre la siccità. La sua produzione varia da regolare a elevata, è sensibile alla peronospora e alla botrite. Il grappolo è di medie dimensioni, conico o piramidale, da compatto a mediamente compatto, con 1 o 2 ali, l'acino è medio, sferoidale, con buccia molto pruinosa, di colore blu-nero. Come detto, la sua vinificazione varia dalla purezza all'assemblaggio, dall'invecchiamento a vini più giovani e beverini, pertanto il vino ha una varietà di sfumature e sensazioni aromatiche. Il vino ha un colore rosso rubino, fruttato con note di ciliegia, prugna e lampone, speziato, caldo, con tannini delicati, morbido, di corpo. Si abbina a primi piatti strutturati, secondi di carne rossa e selvaggina, formaggi stagionati, la temperatura di servizio consigliata è 18°-20°.
lunedì 3 giugno 2024
VITIGNO MELONE
Il Melone o Melon de Bourgogne è un vitigno a bacca bianca della Francia, originario della Borgogna, da cui il nome, dove non è più coltivato dal XVI secolo a causa del clima inadeguato. Oggi la sua coltivazione in Francia è solo nella Valle della Loira, principalmente nei dintorni di Nantes. Dalle sue uve si produce il vino bianco Muscadet e spesso con tale nome viene identificato anche il vitigno. Un'analisi approfondita del DNA ha rivelato che il Melone è un incrocio tra Pinot Bianco e Gouais Blanc e gode di una grande resistenza al gelo. Al di fuori della Francia questa varietà si è diffusa in Australia e negli Stati Uniti, Stato dell'Oregon, Stato di Washington e California. Il Melone è un vitigno poco vigoroso, ha una germogliatura precoce, predilige un clima mite, temperato e una buona esposizione solare, è sensibile alle muffe, la vinificazione delle uve di norma subisce una lunga macerazione. Il grappolo è di medie dimensioni, cilindrico, alato, compatto, l'acino è medio-piccolo, sferoidale con buccia spessa e consistente, di colore verde-giallo. Il vino ha un colore giallo paglierino, fruttato con note di agrumi, melone, mela, un accenno minerale, fresco, sapido, di buon corpo.
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